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Conversazione 14/11/2015

Conversazioni 2015/2016

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14 novembre 2015

Abitare la civiltà digitale del benessere: con quale famiglia?


Trasfigurare – la nuova coniugalità.


A) Parità economica, di dignità e di governo tra uomo e donna: centralità dell’amore e della relazione con se stessi.

La società del benessere ha favorito il lavoro femminile rimunerato. La liberazione economica della donna dalla dipendenza maschile ha profondamente alterato il tradizionale impianto familiare basatosi sull’esplicitazione dei ruoli paterni e materni. 
“Patrimonio” come ufficio del padre (patrismunus) e “matrimonio” come ufficio della madre (matrismunus) formavano i due capisaldi che presiedevano alla sopravvivenza della famiglia. Che la donna ora si occupi anche del “patrimonio” comporta una profonda ridistribuzione dei ruoli tutt’ora in atto.
L’equiparazione tra uomo e donna coincide con un altro fenomeno completamente nuovo per la famiglia. La famiglia tradizionale aveva una finalità sociale molto precisa: garantire ai suoi membri la sopravvivenza in quanto appartenente alla comunità familiare d’origine. Questo modello familiare corrispondeva alla società della sopravvivenza di massa di stampo prevalentemente rurale in cui i servizi dello stato erano molto limitati. 
Con l’avvento della società del benessere di massa negli anni ’50 del secolo scorso la famiglia tradizionale perde la sua finalità principale: garantire la sopravvivenza ai suoi membri con l’inclusione del lavoro dei bambini e l’esclusione della scelta libera della propria vocazione e del proprio coniuge da parte dei figli.
L’aumento vertiginoso del salario in milioni di famiglie (si guadagna 4, 5 volte di più che prima della guerra mondiale), il miglioramento straordinario del sistema scolastico (negli anni sessanta masse di giovani di tutti i livelli sociale si riversano nelle università), un sistema sanitario sempre più efficiente, una politica sociale in crescente sviluppo, la velocissima urbanizzazione e tanti altri fattori concorrono per esonerare la famiglia dal suo compito tradizionale: essere fonte di sopravvivenza per i suoi membri. La nuova società del benessere offre alle famiglie nuove possibilità di vita: la realizzazione di sé a partire dai propri talenti e la formazione di una nuova famiglia non più mediata dai propri genitori ma dalla libera scelta del partner attraverso l’innamoramento.
La centralità dell’esperienza reciproca dell’amore, della realizzazione di sé che include una crescente e ricca relazione con se stessi non sono semplicemente nuove possibilità di vita familiare ma necessità esistenziali delle persone coinvolte. 
Il benessere ha liberato queste nuove potenzialità di vita che si impongono a noi pena esaurimenti, depressioni, frustrazione e vuoti di sensi. La famiglia che ha sviluppato l’attuazione concreta e quotidiana dei suoi ruoli in funzione alla società della sopravvivenza è completamente impreparata ad affrontare le nuove esigenze esistenziali dei suoi membri. 
Di fatto sono circa 80 000 coppie all’anno che in Italia gettano la spugna, in Europa la media delle coppie fallite si aggira intorno al 50% degli sposati.
Conviene capire che il problema non è: “non ci sono più i valori di prima” ma: che la famiglia deve imparare a realizzare compiti completamente nuovi. Anzi è proprio la modalità tradizionale di vivere la famiglia che oggi fa fallire la vita familiare.
La famiglia attuale si basa in modo quasi esclusivo sulla qualità della relazione d’amore reciproco e la percezione soggettiva di se stesso all’interno di questa relazione. Perciò i coniugi sono chiamati a sviluppare una conoscenza profonda e concreta del legame d’amore e del come costruire la relazione con se stessi grazie a questo amore. 
Per la prima volta nella storia umana i coniugi devono studiare le caratteristiche specifiche del loro amore come si sono manifestati nel loro innamoramento e fidanzamento in modo spontaneo. I coniugi non sono educati a fare questo. 
Anzi la famiglia tradizionale presenta la relazione amorosa come una esperienza prematrimoniale (o extraconiugale). Di fatto coniugi che in pubblico si abbracciano o baciano vengono apostrofati come “fidanzatini” o “piccioncini”. I veri coniugi devono fare a meno delle espressioni amorose… Perché? Perché nella famiglia tradizionale tutte le energie a disposizione dovevano essere messe a servizio della lotta della sopravvivenza. 
Le attenzioni amorose dei coniugi potevano distrarli dal loro compiti di padre e di madre. Perciò fa parte dell’attuazione quotidiana dei ruoli coniugali tradizionali di non curare le espressioni amorose reciproche! La vita coniugale non prevede un particolare sviluppo della vita amorosa coniugale. Dedicare tempo per una cena a due, una serata per la vita intima, ecc., sono considerati tempo perso. Nella famiglia tradizionale l’attuazione costante dell’amore esplicito tra marito e moglie non ha né spazio mentale, né abitudini comportamentali, né spazi o tempi riservati ad esso.
La stesso divieto di coltivazione vale per la relazione consapevole con se stessi. La famiglia tradizionale vieta la relazione con se stessi. L’attuazione quotidiana dei ruoli coniugali che determinano e generano la percezione attuale di sé nel quotidiano prescrive il dovere pensare prima agli altri: la moglie ai figli, ai genitori, ai fratelli, al marito; il marito deve prima pensare al lavoro poi ai figli o genitori e fratelli. 
La coltivazione delle proprie inclinazioni, delle propri interessi o hobby sono spesso inimmaginabili in quanto la lotta di sopravvivenza assume tutte le proprie forze. Di nuovo solo l’avvento della civiltà del benessere dagli anni ’50 anni poi cambia questa situazione millenaria. Ma i coniugi non hanno fatto ancora in tempo a liberarsi da come si sono comportati i nostri antenati. Perciò trascurano se stessi e il loro amor nella vita familiare quotidiana.
Ma come fino a 50 anni fa il primo compito della famiglia era garantire la sopravvivenza ai suoi componenti così ora i coniugi devono sviluppare una relazione amorosa positiva e modalità di crescita di relazione verso se stessi.
Studiando invece da vicino il fenomeno dell’innamoramento si scopre che l’evento dell’innamoramento implica proprio il coincidere dell’esperienza amorosa con una nuova percezione di se stessi. L’amore reciproco tra due persone libera l’accesso alla propria vita, la rende apprezzabile e raccontabile. Anzi, la condizione di innamoramento spinge i due amanti a volersi raccontare tutta la loro vita: passato, il quotidiano attuale e il futuro. 
Gli innamorati tendono spontaneamente a progettare le loro vite insieme e trovano piacere profondo nel fare le cose insieme. Una volta sposati diminuisce sia la cura reciproca amorosa sia la percezione che lo sguardo dell’altro, le parole dell’altro e le azioni dell’altro favoriscono la relazione con me e la mia realizzazione personale. Avviene piuttosto il contrario: il coniuge tende a considerarsi giudicato/a male a come cucina, come mette in ordine la casa, a come guida la macchina, a come educa i figli, a come svolge la propria professione, a come si relaziona alla propria famiglia d’origine, a come fa l’amore ecc..
Il rischio è l’accentuazione della relazione con sé e della realizzazione di sé come egoismo sfrenato, l’impostazione di una guerriglia coniugale che si specializza nella costante critica dell’altro.

B) Centralità dell’attuazione democratica del progetto familiare

Da quanto considerato finora emerge l’urgenza dell’elaborazione di un governo democratico sia della coppia sia della famiglia. Di nuovo la coppia sia trova di fronte a un compito straordinario ma completamente nuovo. 
Il governo della famiglia tradizionale avveniva prevalentemente attraverso l’attuazione di due monarchie parallele: il padre governava in modo patriarcale tutto quanto riguardava il sostentamento della famiglia, la madre attuava il suo potere matriarcale su casa e figli. 
Le modalità di attuazioni di questa doppia monarchia erano e sono tantissime. Si basa però essenzialmente su azioni ricevute dalle proprie famiglie d’origine sulla cui attuazione c’era un accordo tacito previo essendo famiglie e società molto in sintonia su come realizzare la vita familiare.
Oggi il fatto che tutti e due i coniugi lavorano e che non c’è più sintonia di modelli di famiglie d’origine ogni aspetto della vita coniugale e familiare ha bisogno di essere concordato: come curare l’amore reciproco come cura insieme l’attuazione della relazione che ognuno ha con se stesso/a, la spesa, l’educazione dei figli, gli impegni quotidiani, le relazioni con le famiglie d’origine, la vita sessuale, gli impegni sociali e ecclesiali, l’arredamento della casa, la vendita o l’acquisto della macchina, chi svuota il cestino e quando, come trattasi nella malattia ecc.. 
La finezza della democrazia coniugale ha raggiunto una tale sensibilità che quasi niente può essere realizzato senza essere concordato. 
Il disagio luminoso è la guida preziosa nella costante estensione della vita democratica nuziale. Quando non mi ritrovo in un azione o in una parola del coniuge la democrazia bussa alla nostra porta e richiede un nuovo aggiornamento. 
Per poter prendersi il tempo e lo spazio per la costruzione democratica delle azioni reciprocamente abitabili bisogna prima rendersi conto che le proprie azioni e le proprie parole hanno il poter di farci abitare il coniuge. Solo se si ha questa consapevolezza dell’abitabilità delle proprie azioni e parole si avrà il piacere di costruire insieme azioni e parole reciprocamente abitabili che nello stesso momento comunicano l’amore e contribuiscono alla realizzazione del singolo coniuge. 
La consapevolezza che nessuno dei due né può avere particolare competenza ed esperienza può attutire la reciproca impazienza al riguardo.

C) Centralità del dialogo coniugale

Nuova centralità della relazione amorosa, cura consapevole della relazione con se stessi e governo democratico coniugale fanno emergere un altro nuovo protagonista della vita coniugale che nei secoli precedenti era piuttosto assente: il dialogo coniugale. 
L’approfondimento della vita nuziale amoroso con i suoi tempi e luoghi, la consapevole coltivazione nuziale della relazione che ognuno ha con se stessa/o, l’attuazione democratica del governo familiare richiedono molto dialogo. Si potrebbe dire: oggi i coniugi sono chiamati a costruire l’uno nell’altro la percezione cha della propria vita. 
Come? Con le parole. Bisogna impararlo con molta pazienza degna della pazienza con la quale le generazioni precedenti hanno lottato per la loro sopravvivenza e il nostro benessere.

D) Gesù risorto: amore, democrazia e dialogo

Ecco il modo misterioso con il quale il Risorto oggi agisce nelle coppie nei coniugi, i suoi ministri amati. Attraverso il progresso civile e la maturazione ecclesiale il Risorto spinge le coppie a far diventare l’amore la modalità quotidiana dell’attuazione della vita coniugale. 
E’ come se grazie alla nuova costellazione coniugale Gesù “costringesse” a fare sul serio con l’amore in un modo nuovo: in piena sintonia con il modo con il quale lui ha chiamato i coniugi alle nozze: l’innamoramento. Le circostanze attuali della civiltà del benessere di massa impongono alla coppia la necessità di trasformare la famiglia in un istituzione di amore permanentemente sperimentabile. 
La somiglianza con il modo di vivere di Gesù è lampante, la sua contentezza sarà corrispondente.
La necessità di prendersi insieme cura della relazione che ognuno ha con se stesso è una grande passo verso una più profonda attuazione dell’essere a immagine della Trinità. Siamo a immagine della Trinità in quanto aumenta la memoria, la conoscenza e l’amore di noi stessi. E’ quanto la società attuale ci impone.
Attraverso il governo democratico anche la coppia stessa assomiglia più alla Felice e onnipresente Trinità. E’ infatti tipico della vita trinitaria che ognuno dei tre si ritrova pienamente nelle azioni e nelle parole dei altri due. Anzi possiamo dire che il desiderio e la fatica coniugale di ritrovarsi costantemente in quanto compie e dice il coniuge è un tipico effetto dell’essere a immagine della Trinità. Mai come oggi la coppia soffre questo suo essere a immagine della Trinità. 
Si tratta perciò di una sofferenza con altissima dignità e valore. Che queste novità possono solo avvenire attraverso il dialogo, la parola e la verbalizzazione ha di nuovo sapore di azione di Colui che è il Verbo. Gesù conduce attraverso la parola umana, che è a sua immagine, a una sempre più profonda intelligenza di come assomigliamo a lui, al Padre e allo Spirito Santo.
Proprio in questi disagi e sofferenze coniugali Gesù risorto crocifisso rende i coniugi partecipi della sua vita pasquale. 
“La potenza dei sacramenti assume la nostra condizione umana e la presenta come offerta gradita a Dio, restituendocela trasfigurata e capace di condivisione e di solidarietà. ”Conviene riconoscere in qualsiasi disagio e dolore coniugale o personale l’invito del Risorto a capire che cosa il dolore mi vuole rivelare di me, del mio coniuge, della nostra vita con Gesù.

Piste per la riflessione:
  • Necessità di conoscere l’amore nelle sue modalità specifiche: studio e interpretazione dell’innamoramento e del suo sviluppo in modo sistematico come fondamento e principio per la vita coniugale quotidiana
  • Conoscenza reciproca dei rispettivi linguaggi d’amore e apprendimento di un modo di pensare, di parlare e di agire che si ispira alle caratteristiche dell’amore
  • Consapevolizzazione della necessità di interpellare il coniuge per poter stabilire modalità d’amore che tutti e due percepiscono amabili
  • Necessità settimanale di progettare momenti d’amore per la coppia
  • Costruzione graduale dell’unità di significati tra vita intima-erotica e quotidiana della coppia
  • Acquisizione graduale di una cultura della riconciliazione
  • Comprensione e attuazione del ruolo familiare come realizzazione gioiosa della propria vita
  • Patto coniugale di promuovere, custodire e curare la relazione che il coniuge ha con se stesso
  • Progetto familiare: promuovere a elemento centrale quanto riguarda i coniugi in relazione alla realizzazione delle proprie persone: talenti, inclinazioni, professioni, religione, amici, cultura, hobby.

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