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Conversazione 20/02/2016

Conversazioni 2015/2016

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20 febbraio 2016

Abitare la civiltà digitale del benessere: con quale famiglia?


Educare insieme – la nuova genitorialità.


Come la vita coniugale così anche l’educazione è profondamente cambiata con l’arrivo della civiltà del benessere di massa. Possiamo dire che la famiglia tradizionale era quasi completamente impostata in funzione dei figli in quanto alla loro sopravvivenza che allo stesso tempo doveva includere la sicurezza che almeno 1 o 2 o 3 dei figli si occupassero dei genitori nella loro vecchiaia.
La stesse parole “matrimonio” e “patrimonio” testimoniano questa impostazione genitoriale della famiglia. Il lavoro della donna, la centralità dell’amore esplicito, il benessere materiale, i servizi sociali (INPS!) hanno profondamente sconvolto questa impostazione tradizionale.
Il fine pedagogico della famiglia attuale non è più principalmente la sopravvivenza dei figli ma l’adolescente!
Di fatto l’adolescente è un frutto genuino della società del benessere di massa. “Nelle famiglie e nelle comunità tradizionali i bambini rimanevano bambini finché lasciavano la scuola e assumevano il loro primo posto di lavoro.
Allora erano considerati giovani adulti. La nuova categoria «adolescenti», – né bambino né adulto – era completamente nuova.”

A) La coppia come soggetto educante

La nuova condizione familiare invita e spinge i coniugi a imparare a educare i figli insieme come coppia scoprendo il proprio ruolo educativo come fonte genuina della realizzazione di se stesso. L’attuazione tradizionale del ruolo genitoriale implicava un dogma fondamentale: non pensare mai a te stesso. Chi vive oggi così il proprio ruolo genitoriale rischia l’esaurimento, lo svuotamento e una profonda frustrazione.
La coppia perciò è chiamata a prendersi cura di sé in quanto coppia genitoriale. Bisognerà creare dei momenti in cui ci si racconta come si percepisce il proprio essere genitori. Possono aiutarsi ad amarsi e a stimarsi in quanto genitori dei loro figli.
Se si raccontano come si amano quando vedono come cambiano il pannolino, danno da mangiare al figli, insegnano loro le parole, accompagnano loro nei primi passi ecc., favoriscono in loro una percezione positiva di sé come genitori. Le loro parole e sguardi hanno questa forza generante. Le coppie possono reciprocamente generarsi all’amore verso se stessi come genitori. Se non lo fanno consapevolmente è alto il rischio che avvenga il contrario, vale a dire che non si percepiscono amati o stimati in quanto genitori da parte del proprio coniuge.

B) La memoria genitoriale preveniente e promovente: consapevolezza personale-coniugale delle caratteristiche delle varie fasce di età dei figli

Un modo molto bello di sperimentare la propria genitorialità come aumento di amore reciproco e di esperienza della propria realizzazione è il regolare incontrarsi tra marito e moglie per parlare delle caratteristiche dei propri figli in costante crescita.
Ogni nuovo aspetto del figlio o una nuova capacità acquisita sono motivo per amarsi di più reciprocamente e personalmente in quanto sia la coppia sia ogni genitore singolarmente sono la fonte più propria di questi progressi del figlio.
Quanto più è ricca la memoria coniugale e personale delle fasi della vita del figlio tanto più liberamente cresce il figlio e tanto si sentono realizzati i genitori.
 
Piste per la riflessione:
 
  • La consapevolezza familiare trigenerazionale: integrazione concordata dei nonni
  • L’attenzione personale e di coppia verso le caratteristiche del figlio come costruzione della memoria comune dei figli
  • La cura consapevole della relazione del figlio con se stesso
  • Le modalità d’attuazione dell’autorità coniugale
  • Il senso e la modalità dei rimproveri e delle punizioni

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