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Conversazione10/12/2011

Conversazioni 2011/2012

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10 dicembre 2011

"GESÙ LIBERA E REALIZZA LA FAMIGLIA: COME I 7 SACRAMENTI TRASFIGURANO LA VITA A CASA NOSTRA?"

Il battesimo: la famiglia immersa nella Felice e Grande Trinità.

Il periodo liturgico Avvento-Natale quest'anno è incluso in due espressioni che si richiamano a vicenda: "squarciare i cieli" è il grido del profeta Isaia la prima domenica d'Avvento e di fatto "i cieli si squarciano" nel battesimo di Gesù ultima domenica di Natale. Il Vangelo di Marco indica come attraverso la passione morte risurrezione di Gesù al battezzato vengono squarciati i cieli per poter stare seduto alla sua destra avvolto in una veste candida gloriosa come il giovane che troviamo alla fine del Vangelo di Marco seduto nella tomba vuota di Gesù come primo annunciatore della risurrezione del Signore. Si tratta di riscoprire la grandezza del battesimo.
Battesimo significa "immersione". In che cosa immerge il battesimo? "Io ti battezzo-immergo nel nome (nella persona-vita) del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo." Il battesimo mi immerge nella stessa vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E' questa la condizione esistenziale del battezzato.
Quanto ne sono cosciente? Come influisce la vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo sulla percezione di me, della mia vita? Ho una consapevolezza battesimale di me stesso, di Dio, del prossimo, della Chiesa e della società? Le considerazioni che seguono vogliono far intravedere come una persona battezzata sia in grado di modificare la consapevolezza di questi diversi aspetti della vita alla luce dell'essere battezzato. L'espressione evangelica che indica questa azione è "conversione", o "metanoia", cambiamento di mentalità, di consapevolezza appunto.

Immersione in quale Dio?

"Essere immerso" è la nostra condizione quotidiana. Siamo sempre immersi in una percezione di qualcosa che determina la percezione di noi stessi in questo momento specifico. Quando fa caldo l'uso intenso del ventaglio fa capire che la persona si sente immersa nel caldo di questi giorni. La persona si percepisce a partire dalla sensazione del caldo è giudica la sua condizione attuale alla luce di questa percezione come spiacevole. Interiormente va a distanza dalla propria corporeità in quanto fonte di sensazioni negative. Vorrebbe uscire dalla propria pelle per non dover soffrire il caldo. Questo tipo di immersione fa capire come una sensazione può determinare una percezione negativa di se stesso e della vita con parole, mimiche, gesti e azioni corrispondenti tutti caratterizzate dal dispiacere di dover essere se stessi immersi nel caldo.
Ognuno può verificare in questo momento in quale condizione è principalmente immerso: può essere determinato da un pensiero, da una preoccupazione, da un ricordo, da un sentimento, dalla presenza o assenza di una persona, dall'orario, dallo spazio in cui mi trovo, ecc.. E' proprio a questo livello di percezione di sé che vorrei collocare la consapevolezza battesimale. Come può il mio essere immerso nella Felice Trinità qualificare l'immaginario di me stesso, generare le motivazioni delle mie azioni, caratterizzare il mio parlare e agire, il mio modo di pensare, ricordare, volere e sentire?
La sensazione del caldo di per sé non è in grado di suscitare una percezione negativa di me stesso. Sono io che interpreto il caldo a mio sfavore. Molte persone obiettano che del caldo si può solo avere una percezione positiva o negativa perché l'hanno sempre avuta in quanto non si sono accorti che si possono educare sia i nostri modi percepire sensazioni negative o positive sia le stesse sensazioni. Anche delle sensazioni abbiamo una nostra immagine, una'interpretazione personale spesso purtroppo inconsapevole e perciò ritenuta non modificabile.
Ma è proprio questo il nostro specifico umano che ogni nostra percezione è mediata dalla nostra intelligenza e dalla nostra volontà che implica un giudizio e un'adesione o una non adesione alla realtà percepita. La persona matura se ne rende conto e passa alla valutazione consapevole delle sue percezioni, la persona schematizzata preferisce il "ho sempre pensato e sentito così" con evidente rischio di infantilismi latenti. L'IQ non c'entra in tutto questo ma semplicemente la libera applicazione della mia intelligenza alla realtà che sono e vivo.
Quanto vale per la percezione delle mie sensazioni vale anche per la mia percezione di Dio e di me stesso. E' una mia interpretazione con la conseguente adesione appassionata o adesione con freno a mano o adesione negata. La domanda come la mia immersione battesimale può influire sulla mia consapevolezza di me dipende totalmente dalla mia idea reale di Dio. Per potersi aprire alle caratteristiche tipiche della vita trinitaria conviene guardare come è avvenuto il nostro battesimo.

Il battesimo come azione personale del Risorto crocifisso

Il mio battesimo è un evento storico della mia vita. Posseggo il mio certificato di battesimo (che sarebbe bello incorniciare e appendere in casa per poter sempre ricordare la grandezza dell'evento) che mi attesta che in quella chiesa in quel giorno sono stato battezzato da un ministro di Cristo e normalmente alla presenza dei miei genitori e padrini o madrine. Si tratta perciò di un evento della mia vita come la mia nascita, come il pranzo di oggi come l'incontro di stasera, vale a dire mi rivela qualcosa della mia vita e la realizza o la frena nella sua realizzazione come tutti gli eventi e azioni nella mia vita.
E' alto il rischio di considerare l'azione liturgica in generale e il battesimo in particolare come cerimonia o funzione più o meno suggestiva spesse volte anche noiosa. Che cosa succede veramente nel battesimo? Chi vi agisce? L'io agente della Chiesa nella sua liturgia, nei suoi sacramenti è il Gesù risorto. E' lui che fonda la Chiesa in croce e nella sua risurrezione infondendole il suo Spirito come lo fa vedere Giovanni nei capitoli 19 e 20 del suo Vangelo. La vita propria della Chiesa è la vita di Gesù risorto che riassume in se stesso tutta la vita di Dio e dell'umanità intera. Non ha altra vita.
Quando il giorno del nostro battesimo sono giunte alle nostre orecchie le parole "Io ti battezzo", era sì la voce del nostro parroco ma potevano realizzare quanto significavano solo in quanto dette nella persona nell'Io del Gesù risorto, nel quale è immerso l'io personale del sacerdote in modo molto particolare. Solo l'Io vivente del Cristo è in grado di immergermi nella vita trinitaria che lui a costo della sua vita ha reso accessibile per l'umanità.
Come personalmente ha agito nella passione, nella croce e nella risurrezione per realizzare l'apertura della Vita del Padre, del Figlio e dello Spirito per tutta l'umanità ora in ogni battesimo introduce personalmente, solennemente e gioiosamente ogni persona nella vita immensa e spaziosa della Felice Trinità. Il mio battesimo è perciò prima di tutto un'azione personalissima, consapevolissima, desideratissima e gioiosissima di Cristo. Per lui ha sapore di genuino e sudato compimento.
Tutta la storia della salvezza, tutto il Vangelo rivelano quanto lui ha operato e faticato per giungere a quest'azione specifica per la mia persona. Il che significa che ha una consapevolezza profondissima del significato esistenziale di questo evento e dono per la mia persona.

Il battesimo - punto d'arrivo della storia della salvezza e della mia creazione

Intercorre uno stretto legame tra tutto quanto Dio compie nella storia della salvezza che a noi rivelano le Scritture e il mio battesimo: il mio battesimo è il punto d'arrivo della storia di Dio con Israele, con l'umanità con la Chiesa. Dio chiama ed educa Israele, Dio si fa carne in Maria, Dio guarisce l'umanità a 360 gradi dagli occhi ai piedi, dalla pelle fino nell'anima, Dio soffre e muore in croce, Dio risorge … tutto  per potere attuare un'azione specifica nei confronti di ogni persona: comunicare la sua stessa vita nel battesimo.
Così personalizza in modo straordinario tutto il suo operare nella storia umana per me. Dal battesimo in poi tutti gli eventi della salvezza dalla creazione del mondo di Adamo e Eva, la chiamata dei patriarchi, dei re e profeti, la vita di Gesù e gli apostoli fino alla discesa della Gerusalemme celeste fanno parte della mia vita e mi appartengono personalmente. Conviene entrare in questa visione esistenziale della storia di Dio con l'umanità che ha come punto d'arrivo il mio battesimo altrimenti vanifico sia l'agire divino in Israele, in Gesù e nella sua Chiesa sia il valore ineffabile e luminoso del mio battesimo.
Oltre a questa prospettiva salvifica personalizzata che evidenzia il valore del battesimo come introduzione della mia vita nella storia del Risorto con tutta l'umanità e viceversa come introduzione della storia della salvezza nella mia vita personale intercorre una relazione personalissimo tra battesimo e il mio concepimento. Lo stesso Gesù risorto che mi immerge nella sua vita nel battesimo è il creatore personale nel Padre e nello Spirito della mia persona.
Nel momento del mio concepimento lui crea la mia anima che vivifica, plasma, forma, personalizza le mie due cellule di partenza in un modo geneticamente crescente. Il Risorto è perciò la persona che più mi conosce. E' letteralmente la mia Origine, l'Origine di tutta la mia persona, vale a dire Colui che con la collaborazione dei miei genitori mi ha dato la vita e che ora mi comunica il mio essere.
Nessun essere ha una maggiore familiarità, una relazione più profonda, una conoscenza più alta di me stesso del Cristo. C'è di più: Lui mi crea per un unico motivo: per amore sincero, infinito, incondizionato, consapevolissimo della mia fragilità e cattiveria future. Vive la mia vita come se fosse la sua. Ecco che nasce in lui il desiderio di donarmi non solo la mia vita ma la sua.
E' il dinamismo d'amore infinto che sta alla base di tutti gli amori umani. Solo nel Cristo questo amare è divino ed umano allo stesso momento senza che ci sia nessun disordine o errore. E' limpidissimo, caldissimo, vivificante infinito amare … perciò desidera con desiderio immenso il mio battesimo.
Questi pochi accenni al realizzatore del mio battesimo possono già aiutare ad attuare qualche cambiamento di consapevolezza sia in relazione all'evento storico del mio battesimo sia in relazione a chi mi ha immerso nella vita divina.

L'onnipresenza della Vita trinitaria

Con queste premesse gloriose e felici possiamo ora aprirci alle dimensioni della vita del Padre del Figlio e dello Spirito Santo nella quale Gesù glorioso e crocifisso ci immerge.
Quale cambiamento comporta il battesimo in relazione a Dio? La Felice Trinità è nel più intimo di tutte le cose e di tutte le persone conferendo a cose e persone il proprio essere di pietra, di aria, di tigre, di Pietro o di Giovanna. Purtroppo coltiviamo poco questa consapevolezza della presenza intima e creante del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in ogni realtà creata o non la crediamo neanche o non abbiamo mai deciso di integrare questa verità fondamentale nella nostra concezione della Beata Trinità.
Ma ci troviamo qui di fronte alla verità più centrale per il nostro rapporto con Dio. Se non educhiamo noi stessi a questa consapevolezza della presenza intima e creante di Dio in tutte le cose è difficile entrare in relazione con lui. E' difficile per due motivi: consideriamo Dio assente e la realtà visibile senza relazione concreta con lui. Siamo qui di fronte a uno dei motivi della superficialità e della incisività esistenziale minima della nostra fede: il nostro credere non si relaziona al Dio vivente presente qui come Origine attuale di ogni cosa ma a una nostra idea poca attraente di Dio con le implicazioni a tutti familiari.
Siamo liberi a decidere di arricchire la nostra interpretazione di Dio con questa verità formidabile e non trascurabile. Le implicazioni sono grandiose: La Trinità si svela in quest'ottica più vicina a ogni cosa e a ogni persona di quanto non lo sia la stessa cosa o persona. La Trinità onnipresente è la Vicinanza per eccellenza a qualsiasi realtà creata.
E' preciso questo fatto il motivo specifico dell'esistenza di ogni cosa e di ogni persona. Ne segue che nel più intimo di ogni essere troviamo infinita Bontà, infinita Gioia e infinito Amore che nello stesso momento avvolgono e permeano atomi e vie lattee conferendoli l'essere. La verità profonda di ogni cosa perciò è infinita Bellezza, infinita Armonia, onnipotente Allegrezza.
Questa condizione trinitaria in relazione a ogni cosa si chiama trascendenza immanente divina. "Trascendenza" significa che Dio non è racchiuso da tempo e spazio come ogni essere creato ma va e viene da oltre lo spazio e il tempo. Le religioni chiamano questa condizione di Dio in modo traslato "Cielo" in quanto percepito come realtà che va oltre la terra.
Ma proprio per questa sua libertà da tempo e spazio, dalla materia, essendo totalmente Spirito mirabile e concretissimo è "immanente" rimane in tutte le cose come loro Origine, totalmente diverso da esse. Perciò la felice Trinità è la Vicinanza per eccellenza a ogni cosa e persona e la più familiare di ogni cellula e della vita di ogni persona.

La Trinità vicinissima e partecipante

In questo contesto si può intuire il desiderio infinito che Dio ha di far immerge le persone nella sua vita. La sua vicinanza trascendente immanente a ogni persona implica che vive la vita di ogni persona come se fosse la sua vita. Nessuno è più familiare con le preoccupazioni quotidiane di mia madre. Il Risorto porta in sé il susseguirsi degli eventi di questo giorno del nostro Presidente della Repubblica con infinta partecipazione come della signora rumena che incontriamo sulla soglia della nostra chiesa.
Tutte e due li percepisce come un altro se stesso. Il loro mal di dente, il suo preoccuparsi per le leggi che approva il Parlamento, la sua cura per trovare gli euro necessari per comprare il pane per i suoi figli albergano il cuore della Beata Trinità.
Nella vita della Felice Trinità per il suo amore vengono rappresentate tutte le vite di tutti gli uomini di tutti i tempi.
Lì tutta l'umanità è profondamente unita per il modo unico con cui il Padre partecipa nel Figlio e nello Spirito Santo alla condizione concreta di ogni essere umano e la fa sua nella distinzione proprio come fa con se stessa Trinità. Lì vediamo resi presenti i ragionamenti del ministro degli interni come la sete delle persone che attraversano il mare nei barconi. La Santissima Trinità non solo fa esistere ogni persona ma porta in se stessa la vita di ogni persona intimamente onorata e partecipata.

La Trinità altissima, larghissima e profondissima in dono

Ma la persona umana per la caduta originale non è più in grado a partecipare alla stessa vita divina come possiamo notare con grande facilità. Per Dio questa nostra incapacità è un dolore infinito reso visibile in Gesù crocifisso. Proprio perché Dio ci è vicinissimo e partecipe di tutto vuole farci il dono più grande che un essere umano mai possa ricevere nella sua esistenza terrena: il dono di Dio stesso, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Nel battesimo perciò si realizza il più grande desiderio della mirabile Trinità, dell'Amore infinito: immergere la stessa persona umana partecipatissima e veneratissima nella propria vita trascendente immanente di onnipotente Gioia e di onnipresente Amore. Ecco il grande desiderio trinitario che pervade la storia della salvezza e che guida in modo misterioso tutta la storia umana: Rendere ogni persona umana in grado di partecipare alla stessa vita divina.
L'immersione battesimale cambia radicalmente la condizione umana. Conviene cercare di capire bene quanto si riesce a intuire di questo grande e felice mistero pieno di senso per Dio e l'uomo.
Il reale e vero dono di Dio avviene solo tra il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Ognuno di loro si dona interamente alle altre due in modo personalissimo e felicissimo. Solo in Dio si può ricevere il dono di Dio e così partecipare alla sua stessa vita. E' proprio ciò che avviene nel battesimo. Lo stesso Gesù che nella sua passione, morte e risurrezione ha aperto la Felice Trinità (costato aperto con sangue ed acqua, soffio dello Spirito Santo del Risorto crocifisso) personalmente immerge nel battesimo ogni essere umano nella vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Vivere nella vicinissima vicinanza di Dio

Dal battesimo in poi Dio non ci è solo vicinissimo ma siamo noi stessi immersi nella stessa vicinanza che Dio ha a se stesso, a ogni persona e a tutta la realtà. Per poter godere di questa vicinanza, di questa insuperabile qualità di vita in cui sono immerso e della quale sono partecipe 24 ore su 24 ho bisogno di educare la mia percezione di me nella luce nuova battesimale. E' a questo punto che molti di noi inciampano o non osano andare oltre. Sono io che ho il diritto-potere-dovere di dirmi bene le implicazioni battesimali per la mia concezione di me stesso.
Si tratta di un'interpretazione della mia vita e di una conseguente consapevole adesione ad essa alla luce della mia partecipazione alla vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Conviene dirsi spesso con crescente convinzione che l'iniziativa sia della mia creazione sia del mio battesimo è totalmente di Cristo!
Sia il dono della mia vita sia il dono della vita della B. Trinità sono azioni divine. Perciò posso avere la certezza assoluta della bontà e del valore sia della mia vita sia del dono del Padre nel Figlio per mezzo dello Spirito Santo. E' Dio stesso che mi vuole ora far esistere e che ora vuole essere considerato realmente dono mio. E' la Trinità onnipotentissima che vuole con assenza di qualsiasi dubbio essere mia, appartenermi. Il suo agire sacramentale in Cristo per mezzo della Chiesa è un agire infinitamente consapevole e realizzante.
La Trinità grande ha lavorato per millenni per poter finalmente essere mia. Ne è fierissima come una sposa che gioisce della sua appartenenza al suo sposo e viceversa. A questo livello di intimità reale e concreta tra Dio è il suo amato battezzato solo il linguaggio nuziale è in grado a rendere la natura della relazione, del dono, della comunione e degli atteggiamenti. Nel battesimo la Trinità altissima, profondissima e larghissima si rende più sponsale di qualsiasi sposo o sposa si possono rendere nuziale.
Ne risulta una profondissima stima ed ammirazione per Dio, profonda riconoscenza ed adorazione per come è e per come agisce in me. Che lui si doni a tutta la mia persona, anima e corpo implica che mi manifesta tutta la mia persona amabile, abitabile e realizzabile. Con la sua presenza mi manifesta la nobiltà della mia origine, la dignità della mia condizione attuale e la realizzabilità di tutta la mia persona essendo lui pieno della vita umana totalmente realizzata del Figlio.

Le caratteristiche divine abitabili e personalizzabili

Il dono nuziale di sé da parte del dolce Padre, del amante Figlio e del vivissimo Spirito implica che tutto ciò che Dio è, agisce e possiede lui stesso (!) lo considera mio. E' qui la fonte inesauribile dell'identità battesimale. Purtroppo i battezzati vi attingono pochissimo. Posso solo accennare. Nel battesimo Gesù mi introduce nella sua vicinanza divina a ogni cosa e mi comunica il suo modo di pensare, di amare e di percepire se stesso e ogni realtà. La mia adesione a questo dono si realizza grazie ai doni dello Spirito che prendono vita nella celebrazione della cresima come conferma consapevole della mia condizione battesimale.
Questo partecipare al modo di conoscere ed amare di Gesù risorto  mi aiuta a credere fermamente ed ad amare intensamente che mi ha fatto dono della sua onnipotenza divina, della sua onnipresenza amantissima. In questo momento il Padre mi porge in modo tenerissimo la sua onnipotenza sussurandomi: è tua, prendivi dimora, rilassati in essa, affida ad essa i timori della tua vita, annega in essa la tua sete di potere e riconosci in essa la garanzia della realizzabilità della tua vita e la protezione efficacissima da ogni pericolo.
Così lo Spirito del Padre e del Figlio fa pubblicità per la sua onnipresenza della quale mi veste e nella quale mi contempla e festeggia. L'immersione consapevole nell'onnipresenza divina implica una rivalutazione rivoluzionaria di ogni spazio e di ogni tempo. Che Dio sia onnipresente conferisce a ogni spazio e a ogni momento una dignità straordinaria.
Il battezzato può goderne in modo particolare in quanto la sua partecipazione all'onnipresenza trinitaria gli permette di gustare ogni luogo e ogni minuto dalla parte della stessa onnipresenza divina massima promotrice di ogni metro quadrato e di ogni secondo in atto. Immergendomi nella sua onnipresenza divina Gesù mi vuol fare assaggiare il suo modo genuino di vivere spazio e tempo.

Battesimo come immersione nella condizione più reale possibile

Nell'immersione trinitaria battesimale Il Risorto crocifisso ci porta nella condizione divina nel suo modo di amarsi, di conoscersi, nel suo modo di conoscere me, di amare me, nel suo modo di vivere il cosmo, di vivere ogni continente, di festeggiare i popoli, la storia, la Chiesa, le religioni, le civiltà, la cultura, la musica, il teatro, la pittura, la politica, le istituzioni, ecc.. La condizione battesimale ci immerge nella vicinanza trinitaria a tutte queste realtà, vale a dire nel fondamento indistruttibile di ogni cosa.
Così il battezzato si trova allo stesso momento totalmente avvolta dalla felicità infinita di Dio e in essa profondamente partecipe di ogni realtà del cosmo, di ogni evento della storia umana, vissuta dalla parte di chi ne è l'Origine e il misterioso guida. Ma c'è una gerarchia di immersione: prima sono immerso nella stessa vita trinitaria felicità indistruttibile, onnipresente e onnipotente che mi immerge nella sua vicinanza a me e poi al prossimo e nella vicinanza a ogni realtà possibile.

La famiglia battezzata

Ogni famiglia è già a immagine della Felice e grande Trinità grazie alle sue relazioni reciprocamente abitabili e personalizzanti. Il ritrovarsi nell'altro, nel marito, nella moglie, nel figlio nel genitore, nel fratello spesso però è vissuto come sofferenza grande. L'essere battezzato di ogni componente famigliare significa che il male che mi separa dal mio coniuge, figli, genitore è prima assunto da Gesù e fatto suo e profondamente partecipato per liberarmi, per liberare le relazioni familgiari da tutto quanto impedisce la loro realizzazione.
Al posto del male che mi toglie mi offre un duplice dono: il modo con il quale lui conosce, ama, gioisce, promuove la mia persona e le persone che compongono la mia famiglia. Inoltre immerge tutto il corpo, le relazioni e persone famigliari nella sua stessa onnipotenza, nel suo stesso amore, nella sua indistruttibile onnipresenza. Gesù fonda nel battesimo e nelle nozze la famiglia sulla sua stessa natura divina e umana, sulla sua inseparabilità e infinita gioia umana e divina. La famiglia perciò può fidarsi non solo del conto in banca della capacità comunicativa, relazionale, creativa della coppia ma della stessa infinita Trinità che è diventata il suo fondamento più intima e vicino.  

Consigli per la lettura:
Giovanni 19, 20 e 21. Matteo 28,16; Romani 6, 1ss; 8, 1ss; Giobbe 38 e 39.


Domande per la riflessione:

  • Come coltivo la consapevolezza dell'onnipresenza di Dio? In che modo immagino la relazione di Dio con tutto ciò che vedo? Ho deciso di relazionarmi all'onnipresenza di Dio?

  • Credo che il Cristo risorto ha agito e agisce nella mia vita attraverso i sacramenti, battesimo, cresima, eucaristia, confessione, matrimonio? Posso fare degli esempi dove ho percepito particolarmente la sua presenza?

  • Posso descrivere la mia idea di battesimo? Quali sono gli aspetti che oggi vorrei integrare?

  • Come si distingue per me una famiglia battezzata da una famiglia non battezzata?

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