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Famiglia: aspetti sociali, ecclesiali e pisicopedagogici.

Scuola di Formazione alla Famiglia > 2° Corso 2014 > Relazioni
FAMIGLIA: ASPETTI SOCIALI, ECCLESIALI E PSICOPEDAGOCICI
[Riferimento alla relazione del prof. Claudio URAS del 4 marzo 2014 c/o il CpF di Sassari]

Tentare di definire la famiglia così da comprendere tutte le accezioni in una, unica ed esaustiva, è ancora più complicato oggi di quanto non lo fosse fino al secolo scorso. Oltretutto, non sarebbe sufficiente neanche fermarsi alle definizioni rese dal più ricco dei dizionari. Come rettamente faceva notare il prof. Claudio URAS, il solo provarci sarebbe come trovarsi davanti ad una matassa aggrovigliata e decidere da quale punto iniziare a sbrogliarla: in effetti è più facile analizzarla in tutti i suoi contesti (come abbiamo già fatto) che definirla. 
Un approccio ulteriore che ci aiuterebbe a rendere tale definizione la più omni-comprensiva possibile, oltre a quanto stabilito dall art. 29 della Costituzione italiana (La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio e' ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare) e a tutto il corollario legislativo ad esso collegato (codice civile e leggi speciali), abbondantemente escusso in questo primo biennio di seminari, e alle altrettante analisi sui vari aspetti, sociali, ecclesiali e psicopedagogici, potrebbe ad esempio essere quello che tiene conto di tutto ciò che induce a considerare soprattutto un elemento di riflessione che riteniamo importante: che in futuro si possa ancora parlare di famiglia al presente , non al passato, nostalgicamente ( c era una volta... ), nel senso che sia ancora fondata l idea che questa costituisca la cellula fondamentale della società, in linea peraltro con il dettato costituzionale principe ancora vigente. 
In fondo è proprio con quest ultimo che bisogna alla fine confrontarsi.
Infatti, sempre più pressanti sono i tentativi da parte di talune fonti interpretative di questa massima garanzia dell istituto familiare (appunto, la Costituzione italiana) tese a scardinare addirittura i riferimenti (impliciti) alla coppia maschio-femmina, soggetto legale sulla cui base si fonda il matrimonio, tanto da richiedere ulteriori cosiddette interpretazioni autentiche per via delle questioni
d illegittimità costituzionale sollevate da quanti ne hanno interesse nei confronti, tra gli altri, degli artt. 3 e 29 della Cost. (cfr. Sentenza n. 138/2010 della Corte Costituzionale). 
Come ancora faceva notare il prof. URAS, ad ogni famiglia, il cui istituto è pregiuridico (cfr. Relazione di Alessandro Criscuolo, magistrato italiano, giudice costituzionale dal 2008 e Presidente della Corte costituzionale dal 12 novembre 2014) è collegata la sua storia, la cui ricostruzione ad ogni passaggio generazionale già ha le sue difficoltà oggi (vedasi i rapporti, pubblicati ogni anno, dal Centro Internazionale Studi Famiglia), figurarsi dopo, se dovesse il nostro Stato estendere tutto il quadro normativo della famiglia, quale soggetto (non oggetto) di diritto, anche alle unioni tra persone dello stesso sesso, chiaramente tutto questo senza scadere in giudizi morali di sorta. 
In tale scenario, la storia di ogni (pseudo) famiglia si ridurrebbe ulteriormente a frammenti di diverse storie familiari, sempre più difficili da riassemblare e che non restituirebbero la storia di quella famiglia dal suo start originario. 
Quanto agli aspetti ecclesiali, è ancora più implicito che la famiglia afferisca alla configurazione tipo marito (maschio), moglie (femmina), figli - eventuali - uniti da un patto solidale e d amore, non unicamente intersentimentale secondo criteri di reciprocità, ma principalmente fondato sull unione di Cristo con la Chiesa e perciò ad immagine di questa stessa comunione . 
Quanto ad abbondanza di accezioni in un unica definizione diremmo, antropologica anche noi riteniamo pienamente condivisibile quella del sociologo Pierpaolo Donati nel suo Nuovo Dizionario di Sociologia e richiamata da Mons. Carlo Rocchetta nel suo libro Teologia della Famiglia - prospettive e fondamenti: «La parola famiglia serve a designare un gruppo sociale primario, dotato di almeno tre caratteristiche: 1) trova origine in un patto matrimoniale; 2) consiste nel marito, nella moglie e nei figli nati dalla loro unione, anche se possiamo ammettere altri parenti che si integrino a questo nucleo essenziale; 3) i membri della famiglia sono collegati fra loro da: a) vincoli legali, economici, religiosi ed altri generi di diritti e di doveri; b) con una precisa rete di obblighi e divieti sessuali, e un insieme variabile e differenziato di sentimenti psicologici come l'amore, l'affetto, il rispetto, il timore ecc.». 
Va da sé che tutti e tre gli aspetti (sociali, ecclesiali e psicopedagogici) s'influenzino a vicenda, anche dal punto di vista delle politiche familiari e del per così dire mettere mano alla reistituzionalizzazione della famiglia nei termini fortemente rivendicati dai sopra richiamati gruppi pro unioni omosessuali equiparate al matrimonio . 
Ecco, riteniamo che la famiglia, in quanto istituzione (già per sua natura, ancorché per connotazione giuridica), contrariamente a quanto qualcuno sosteneva qualche decennio fa, proprio perché cellula fondamentale della società , potrà forse anzi, sicuramente ammalarsi , magari uscirne con le ossa rotte ... ma non può morire senza trascinarsi appresso la società stessa, il ché è impossibile (testimone: la storia), anche se quanti sostengono la cosiddetta ideologia del gender ha realizzato che per rendere operativa quest ultima bisognerebbe abbattere i baluardi normativi ancora vigenti in Italia e, soprattutto, la concezione cristiana di famiglia e matrimonio.

Coniugi, Giovanni CELESTE e Pietrina Rita SILANOS (Alghero)

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