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La coppia uomo-donna

Conversazioni 2007/2008

 

La coppia uomo-donna, Gesù e la creazione: tre luci per la preghiera

Dio è il presente per eccellenza.
E' più qui di qualsiasi essere possa essere presente a un luogo in un certo momento. Per questo motivo è il migliore interlocutore che noi potremmo desiderare. Anche se non ci accorgiamo il primo che incontriamo ovunque è Dio.
Avendo lui una tale priorità di presenza conviene chiedersi come si presenta a me, a te e a ogni persona ovunque ed in ogni luogo. Non possiamo ancora vedere Dio faccia a faccia.
Durante la fase terrena della nostra vita conosciamo Dio attraverso mediazioni in modo indiretto ma con diverse intensità e chiarezza.
Ci orienteremo a due immagini che in modo particolare manifestano Dio nella storia umana che lui stesso rivela attraverso la sua Parola: l'immagine originale di se stesso: la coppia umana e l'Immagine perfetta di sé: Gesù Cristo!
Alla luce di queste due immagini potremo conoscere chi nella preghiera si fa nostro interlocutore.
Manca però ancora una terza luce fondamentale che ci fa vedere Dio: la creazione intesa come universo, mondo, umanità presa nella sua interezza storica. Chiediamo perciò a ogni coppia, a Gesù e a tutta la creazione di parlarci di Dio per poter imparare a parlare con lui.

La preghiera alla luce delle nozze

Di ogni persona che conosciamo portiamo in noi un'immagine e secondo quell'immagine ci relazioniamo a quella stessa persona.
Se di quel signore nutro un'idea antipatica eviterò di incontrarlo. Se quella donna mi lascia dentro un ricordo attraente la cercherò e starò volentieri a parlare con lei. Per la relazione con Dio vale la stessa cosa .. con qualche piccola differenza.
Normalmente siamo noi che ci facciamo un'immagine della persona che conosciamo nella nostra mente.
Dio anticipa questa nostra azione. E' lui stesso ad offrirci la sua immagine, quasi come se ci dicesse: "Guardate questa immagine e saprete come sono io." Quale è quest'immagine di Dio?

"Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro:
"Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;""
(Gen 1,27-28)

Non è solo l'uomo o la donna a immagine di Dio, ma la coppia uomo-donna.
La relazione tra l'uomo e donna capace di "essere feconda e di moltiplicare " l'essere umano rispecchia Dio come in un'immagine. Si tratta della relazione nuziale, dell'unione intima tra l'uomo e la donna.
Per questo motivo si può dire che la relazione sponsale tra l'uomo e la donna rappresenta l'immagine originale di Dio. Tutto ciò che in essa noi possiamo trovare di vero, di buono e di bello si trova in Dio … infinitamente di più.

Infinita relazione d'Amore

Se l'immagine di Dio è una relazione d'amore Dio stesso non può essere altro che una Relazione d'Amore all'infinito.
E' quanto Gesù conferma rivelandoci il Padre, lo Spirito Santo e se stesso come l'unico Dio trino ed uno. Ognuno di loro è infinita relazione d'Amore verso gli altri due.
Il Padre ama infinitamente il Figlio e lo Spirito Santo.
Il Figlio ama infinitamente il Padre e lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo ama infinitamente il Padre e il Figlio.
Essendo amplesso, bacio e abbraccio le espressioni più intime d'amore nella coppia possiamo dire che la Trinità è Amplesso infinito, Bacio infinito e Abbraccio infinito d'Amore.
Bisogna però, per coerenza con la rivelazione partire dalla propria esperienza nuziale d'amplesso, di bacio e d'abbraccio per poter aggiornare la propria immagine di Dio in relazione al suo essere Amore.
Siamo invitati a immaginarsi l'unione più bella con il proprio coniuge senza nessunissima negatività e poi intensificarla all'infinito … ecco che ci stiamo avvicinando a come Dio si è rivelato nella Genesi attraverso la coppia umana.
Pensare, volere, immaginarsi Dio infinitamente Amore a partire dalla propria esperienza d'amore togliendone qualsiasi aspetto di negatività è la via regale e originale per poter incontrare veramente Dio.
Per la preghiera questa educazione interiore è di fondamentale importanza. Prima di ogni preghiera bisogna dire a se stesso: Dio è totale donarsi, è infinito amare, è gioia senza limiti.
Dicendomi queste frasi plasmo l'immagine di Dio che porto in me. L'immagine, l'idea di Dio che nutro in me non è mai definitiva o fissa. Rimane sempre modificabile, aggiornabile.
E' nel mio potere. E' nel potere della mia intelligenza, della mia volontà, della mia fantasia e dei miei sentimenti. E' vitale per la preghiera riconoscere la propria idea di Dio provvisoria e sempre bisognosa di aggiornamenti. Ogni preghiera consapevole realizza questo aggiornamento, giorno dopo giorno.
Due componenti fondamentali di questo aggiornamento,di questa educazione a una più vera immagine di Dio e perciò di una più vera preghiera, abbiamo già visti: il ricordo attualizzante della presenza intensissima di Dio e la consapevolezzazione del suo essere Amore infinito.
Questi due ricordi partoriscono ogni preghiera trasformandosi subito in preghiera: "Tu sei presente! Tu sei Amore senza limiti!"
Conviene prepararsi alla lotta per difendere queste due verità fondamentali di Dio di fronte a me stesso e il nemico.
Una voce sottile e sorniona si infiltra con grande facilità tra le pieghe più intime della mia anima e mi sussurra: Dio non c'è qui, è in Cielo. Dio non è amore, è vendicativo, tende all'indifferenza, si occupa solo dei tuoi peccati e siccome ne fai tanti è quasi sempre offeso con te e ti tiene il broncio come fa quello e quella … .
Ci troviamo di fronte al fenomeno delle proiezioni del nostro modo d'essere e di pensare in Dio, che il nemico volentieri favorisce o suggerisce.
Nella misura in cui sono cosciente dell'origine di questi pensieri posso "deautorizzarli", vale a dire dichiararli privi d'autorità su di me, sul mio rapporto con Dio e su Dio. Dirò a me stesso che mi fido più della Parola di Dio, di Gesù in persona che non di queste illazioni che si nutrono soprattutto di esperienze relazionali negative del passato o del presente.
Posso dirmi con certezza sempre più crescente: in Dio non esiste assolutamente niente di male, è pura Bontà, Amore e Gioia.
Dio ha il diritto d'essere pensato così bello e io ho il dovere di rendere la sua immagine sempre più grande, più amabile, più attraente e più beatificante. L'approfondimento e la costruzione di questa convinzione personale è di elementare importanza per una vera vita di preghiera.
Solo io stesso posso educarmi a una tale certezza con atti di intelligenza e di volontà ripetuti ed intensi.   

I coniugi come rivelatori ed interpreti dell'amore di Cristo

Qui entra in gioco la luce immensa della vita nuziale. La vita coniugale sacramentale ha il profondo senso di aggiornare e di completare la formazione dell'immagine di me stesso e di Dio attraverso le sue specifiche manifestazioni d'amore!
I coniugi vengono costituiti ministri di Gesù nel sacramento del matrimonio.
Il loro ministero principale consiste nella rappresentazione e manifestazione del loro amore reciproco attraverso gli atti specifici del matrimonio: progettazione comune del futuro, comunione di azioni, condivisione delle esperienze personali, gesti e parole di affetto e d'intimità, perdono reciproco ecc..
Tutti questi atti tipici dell'amore nel matrimonio rendono presente ed imitano gli atti d'amore che Dio compie nei confronti di ogni persona umana. Il coniuge è per il coniuge il primo rivelatore dell'amore di Dio nella sua concretezza quotidiana di parole, azioni e gesti.
Il documento Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II chiama, perciò, gli sposi "interpreti dell'amore di Dio", perché si svelano reciprocamente come Cristo li ama veramente.
Così sono in grado di aggiornare e di sviluppare l'immagine di Dio che ognuno dei due sposi porta in se stesso e che l'educazione nella famiglia d'origine dovrebbe aver il suo inizio.
L'amore coniugale potrebbe completare, integrare e anche correggere e guarire quanto i primi interpreti dell'amore di Dio nei miei confronti, vale a dire i genitori, hanno iniziato in me.
ome contruibuiscono molto alla formazione dell'immagine di me stesso hanno altrettanto grande influsso sulle caratteristiche della mia immagine di Dio.
Molti coniugi non sono educati  o consapevoli che i loro atti d'amore reciproci rivelano, interpretano e rendono sperimentabili l'amore che Cristo nutro nei loro confronti come persone singole e come coppia.
Come tendono a non cambiare la loro immagine di se stessi così non suscitano un'idea più amorevole di Dio.
Come si può riconoscere nei gesti d'amore sponsale l'amore di Cristo?


Per la riflessione:

Come inizio la mia preghiera? Quale è la mia prima percezione di Dio quando inizio a pregare? Come mi immagino la presenza di Dio?

Come si è sviluppata la mia immagine di Dio nella mia famiglia d'origine? In che modo influisce il mio coniuge sulla mia immagine di Dio? In che modo caratterizza la mia immagine di Dio la mia preghiera?


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